Cerco di tornare alla normalità, non ho scritto nulla in questi giorni per evitare di andare a commentare il terremoto dell’Abruzzo e quant’altro. Che vuoi commentare su una tragedia con oltre 270 morti? Quindi meglio lasciare fare a chi ha una penna migliore della mia…
Di conseguenza preferisco parlare di un film che ho visto ed il cui titolo dirà poco a chi è fuori Toscana , anzi fuori dalla provincia di Prato ossia “Cenci in Cina”.
Realizzato a Prato con alcune scene girate a Firenze dalla banda Paci / Ceccherini, l’idea di base è quella di fare un film sulla crisi del tessile che ormai sta spazzando via tutte le ditte pratesi. L’idea poteva essere anche buona, la realizzazione lascia molto a desiderare.
Premettendo che da attori del calibro di Paci, Carlo Monni , Novello Novelli e simili non ci si poteva aspettare un capolavoro alla Titanic, diciamo che si poteva senza dubbio fare di meglio.
Ridere si ride poco: le uniche scene dove si ride veramente sono i 5 minuti dove appare il Ceccherini, altrove le risate sono abbastanza sforzate e a mezza bocca.
La storia è quella della Gobbotex, azienda tessile pratese che, nata negli anni 40 su iniziativa dei nonni dei protagonisti, adesso naviga in cattive, cattivissime acque: con uno dei soci dedito a donne e macchine veloci e l’altro a lavorare. Un po’ una banalizzazione di quello che è successo davvero.
I titolari della Gobbotex vengono quindi contattati da una imprenditrice cinese che richiede loro il pagamento immediato di tutti i debiti, in quanto questa ha comprato tutte le ditte loro fornitori e quindi acquisito tutti i debiti.
Il finale è a sorpresa: non rispecchia assolutamente quello che di solito succede ed è successo…. Anzi!
Giudizio? Beh, le uniche emozioni sono derivate dall’aver visto la mia città al cinema in alcune belle scene. Quelle girate in Piazza del Comune in bianco e nero, stile anni 50, sono veramente fatte bene.
Non ho capito perché in alcune scene si veda insistentemente un furgone targato Firenze; non ho capito perché i titolari della Gobbotex, pratesi da generazioni, portino i loro clienti a cena a Firenze; perché diversi minuti siano girati tra Piazza della signoria e ponte vecchio, cavolo c’entra tutto questo con Prato??
Per il resto se si voleva fare un film sulla crisi di Prato si è riusciti solo a dare l’idea che i pratesi abbiano buttato via in macchine e donne i soldi fatti dai padri e dai nonni e che alla fine sono stati “comprati” dai cinesi. Un po’ riduttivo. Se si voleva fare un film umoristico secondo me non ci si è riusciti: io non ho quasi mai riso, tranne nei cinque minuti in cui è apparso il Ceccherini, un po’ pochino.
Insomma, un film che non sarei andato a vedere se non fosse stato girato a Prato, un film da evitare se qualcuno ci va senza conoscere la nostra realtà cittadina!
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